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Hill



GEMMANO


La leggenda vuole che il nome "Gemmano" derivi da "gemma in mano". Si narra che un soldato etrusco si stato ucciso dai soldati dell'esercito romano mentre portava un anello alla "fidanzata". Il comune viene soprannominato "Balcone dell'Adriatico" per le stupende vedute panoramiche. Sulle tre colline che dominano il territorio comunale, vennero edificati i castelli di Onferno, Marezzano e Gemmano. Interessante nella piccole frazione di Onferno, il parco delle Grotte di Onferno e la riserva naturale Orientata, dove le bellezze paesaggistiche e naturali, vengono unite al fascino e al mistero delle più importanti grotte di tutta la Romagna.

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GEMMANO
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GRADARA


Un classico borgo antico, dove la leggenda vuole si consumasse la storia di Paolo e Francesca. I due innamorati, con il loro comportamento poco prudente, fecero insospettire Giangiotto (marito di Francesca e fratello di Paolo), il quale finse una partenza per poi tornare e sorprendere i due amanti. Francesca, per salvare la vita dell'amato, fece da scudo col proprio corpo e finì trafitta per mano del marito. Paolo, trovò la morte in uno dei tanti trabocchetti ferrati della Rocca; sempre per mano di Giangiotto. E poiché, come spesso accade, solo con la morte si entra nella leggenda, la stessa narrata nell'inferno dantesco, che vede questo folle,forte amore che vince la morte a li fa "vivere" insieme anche nell'aldilà.

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GRADARA
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MONDAINO


La trecentesca Rocca di Mondaino, attualmente ospita gli uffici del Municipio e il Museo paleontologico dove si trovano numerosi reperti fossili. Completamente rifatto sull'impianto originale, ha perduto ogni attributo guerresco. Il centro storico è racchiuso in una cinta muraria nella quale è incastonata una porta con arco a pieno sesto. Di recente, si è scoperta una galleria sotterranea che unisce la Rocca ad un vicino corso d'acqua; in passato probabilmente costituiva una via di fuga in caso d'assedio. La leggenda vuole che il castello sia abitato da fantasmi che periodicamente si farebbero sentire dai torrioni.

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MONDAINO
MONDAINO
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MONTEBELLO, TORRIANA E MADONNA DI SAIANO


"Risate, giochi di bambina, 12 rintocchi di campana, il battere veloce di un cuoricino", questo è ciò che si sente nel giorno di solstizio in quegl'anni che finiscono con lo "0"e il "5". La storia racconta della giovanissima figlia di Ugolinuccio Malatesta: Guendalina, scomparsa misteriosamente all'età di 8 anni. La piccola aveva un'anomalia: era albina, ed a quel tempo, lo si considerava un segno di stregoneria, frutto del demonio. Fu soprannominata "Azzurrina", perché la madre le tinse i capelli di nero con lo scopo di nasconderle la malattia; ma i capelli non trattennero il colore e a poco a poco la tinta colò, lasciando un riflesso azzurrino. La leggenda narra che l'ultima volta che venne vista stava giocando con la sua palla di stracci e scomparve nell'intento di recuperarla all'interno di un cunicolo alla fine delle scale che portavano ai sotterranei.

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MONTEBELLO, TORRIANA E MADONNA DI SAIANO
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MONTECOLOMBO


Dalle origini molto antiche, Montecolombo si trova sul versante sinistro del Valconca. Il territorio è costituito per lo più da morbide colline. Dell'antica rocca, rimangono l'arco d'accesso ed altre pareti delle antiche fortificazioni. Il piccolo paesino è considerato una delle gemme del nostro appennino. Anche a San Savino è possibile osservare i resti di una Rocca Malatestiana, recentemente riportata a nuova vita. Consigliata è la sosta a Taverna per ammirare la produzione di ceramiche e terrecotte.

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MONTECOLOMBO
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MONTEFIORE


Da Rimini si intravede, su una delle più alte colline della Valconca, una gigantesca fortezza dalle linee imponenti e squadrate, immersa nel verde; dall'alto delle sue mura, il panorama è incantavole, il mare sembra a due passi e il verde silenzio che lo circonda invita a tranquille passeggiate tra antichi sentieri. Montefiore, paese che mantiene intatta l'atmosfera di antico borgo. Al tempo dei Malatesta, rappresentava una sontuosa residenza di villeggiatura, specialmente durante i periodi di caccia. Sotto la Signoria di Malatesta Ungano, fu abbellito con numerosi affreschi e dipinti. "Rocca di luna", è così che si chiamano le serate dove la Rocca diviene ritrovo di fattucchiere, alchimisti astronomi e saltimbanchi.

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MONTEFIORE
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MONTEGRIDOLFO


Affascinante l'antico borgo fortificato, completamente restaurato grazie al finanziamento della famosa stilista Alberta Ferretti. Il suggestivo castello trecentesco, conserva tutt'ora l'aspetto originario ed è oggi sede del Municipio. Il fascino del passato si respira tra le vie, le chiese, i palazzi e nelle botteghe di ceramisti e intagliatori del legno.

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MONTEGRIDOLFO
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MONTEGRIDOLFO
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MONTESCUDO


Antichissima fortezza malatestiana, dove numerose sono le testimonianze relative alla cultura d'un tempo e del mondo contadino. All'interno delle mura sono state ritrovate 22 medaglie di bronzo modellate a mano che raffigurano l'effige di Sigismondo Pandolfo Malatesta e il Tempio Malatestiano, ora conservate in una sala del Municipio. Di notevole interesse, nel centro storico, la massiccia cinta muraria, la Torre civica del trecento, la singolare ghiacciaia e il grande e intatto braciere.

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MONTESCUDO
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REPUBBLICA DI SAN MARINO


La leggenda narra che la Repubblica di San Marino fu fondata da un esperto lavoratore della pietra, originario della Dalmazia. Marino, così si chiamava, assieme a Leo (fondatore di San Leo) vennero chiamati per la ricostruzione delle mura di Rimini, su ordinazione dell'imperatore Diocleziano; ma chiamati dalla vocazione del Signore, Leo si ritirò sul Montefeltrio (S. Leo), Marino salì sul Monte Titano, dove fondò una piccola comunità di cristiani che vennero perseguitati a causa della loro fede. A Marino è stata dedicata la Basilica, dove all'interno si può trovare l'urna contenente le ossa del Santo. Caratteristiche sono le 3 Torri; la prima torre o Guaita, costruita direttamente sulla roccia; fu un posto di guardia e di primo rifugio. La seconda torre o Cesta o Fratta, si eleva sul punto più alto del Monte Titano; nel suo interno viene ospitato il museo San marinese delle Armi Antiche. La terza torre o Montale, contiene la particolare prigione profonda 8 metri chiamata "Fondo della torre".

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SALUDECIO


La cinta muraria racchiude il borgo medievale di Saludecio, al quale si accede dalle porte Marina e Montanara, unite dall'elegante via principale. Saludecio, capoluogo del Val del Conca del settecento, rappresenta uno dei paesi più affascinanti di tutta la Valle. Due appuntamenti al quale non si può mancare sono "Saluserbe", che si tiene in primavera ed è una fiera dedicata alle erbe officinali e "l'Ottocento festival" manifestazione che ha luogo la prima settimana di Agosto, molto apprezzata per gli spettacoli teatrali, gli artisti di strada, i numerosi stand gastronomici, i mercatini e tanta bella musica.

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SAN LEO


Un masso aguzzo cinto da rupi strapiombanti in un digradare di paesaggio dagli Appennini al mare; un accavallarsi di rupestre case, una Torre campanaria e una superba Rocca; un intrecciarsi di storia e leggenda, di sacro e di profano: tutto questo è San Leo. Utilizzata in antichità come altura sacra agli dei pagani, nel III secolo fu considerata da Leo,un tagliatore di pietra giunto dalla Dalmazia assieme a Marino,luogo ideale per diffondere la religione cristiana. Nel centro storico, si può visitare un complesso monumentale di carattere religioso unico nel suo genere,che rende San Leo una vera e propria "Città d'Arte": Pieve, Duomo, Torre campanaria e convento di Sant'Igne. San Leo è nota anche per la misteriosa figura del Conte Cagliostro, imprigionato nel Forte e lì morto nel 1795.

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SAN LEO
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SANTARCANGELO


Curiosità e testimonianze storiche, sono gli elementi che offre Santarcangelo. Uniche e di rara bellezza sono le grotte scavate nel tufo del colle Jovis. Di importanza storica è la Rocca Malatestiana, caratterizzata da ampie sale arredate con mobili d'epoca. A pochi chilometri dal centro cittadino, si può visitare la "tomba" di San Martino dei Mulini, una casa colonica fortificata. La Torre dell'orologio o Campanone, rappresenta la più importante testimonianza laica della città. Da non perdere l'antica Bottega del Mugnaio, dove vengono stampate le famosissime tele a ruggine. Santercangelo terra nativa del poeta Tonino Guerra, del pittore Guido Cagnacci e dello storico Gioacchino Volpe.

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SANTARCANGELO
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VERUCCHIO


Verucchio ha un'anima antichissima; essa risale ad una civiltà preistorica , vissuta durante l'età del ferro, una tra le più straordinarie d'Italia. A questa civiltà il paese dedica un'importante museo archeologico. Verucchio dal suo sperone di roccia domina tutta l'intera vallata. Posizione strategica al tempo dei Malatesta, dove ancor oggi è possibile visitare l'antica Rocca del Sasso, usata essenzialmente per funzioni militari. Verucchio offre ai turisti estivi manifestazioni particolari, come la "parata d'Agosto" (15 Agosto) dove viene rievocata la storia con atmosfera tardo medievale utilizzando allestimenti scenografici alquanto suggestivi; e la tipica sagra del Sangiovese (2 Agosto) manifestazione in onore del vino locale.

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